sample

Ecopass: serve davvero a ridurre le polveri a Milano?

A fine anno 2007, la giunta del sindaco Moratti ha spedito a tutti gli abitanti di Milano un opuscolo con un proclama: vi imponiamo "Ecopass" per ridurre le polveri in atmosfera del 30%.

In breve, Ecopass è una tassazione del traffico privato: quasi tutti i mezzi a benzina, e tutti i mezzi a gasolio attrezzati con le attuali tecnologie di abbattimento inquinanti, devono pagare una imposta di ingresso giornaliera nella cerchia dei bastioni (centro allargato di Milano).

Il costo è correlato all'omologazione secondo direttive CE "euro X" e all'omologazione (inesistente) dei filtri antiparticolato (quindi nessun diesel venduto fin'ora è in regola).

Tra le righe dell'Ecopass, c'e' anche il divieto assoluto di circolazione per i veicoli euro 0 in tutto il territorio del comune di Milano (approvato con delibera speciale pochi mesi prima).

Ma vediamo se corrisponde al vero che Ecopass potrà riddurre le polveri in atmosfera del 30%.

Per mia fortuna posseggo gli atti di un corso sulle polveri sottili, indirizzato ai professionisti nel campo dell'inquinamento atmosferico, tenuto nel 2006 dal Politecnico di Milano. Vi sono riportati diversi grafici e dati.

Ne ho scelto uno che trovo significativo. Si tratta delle statistiche delle concentrazioni di PM10 durante l'arco di una giornata tipo a Milano, in estate e in inverno.

Le misure di concentrazione di polveri sono state elaborate dal Joint Research Centre, uno dei più grandi istituti di ricerca scientifica comunitario - solo in Italia annovera migliaia di addetti nel sito di Ispra, in provincia di Varese (casualmente, ho lavorato anch'io presso il JRC)

I dati sono stati raccolti a Milano nell'inverno 2003 e nell'estate 2004. Eccoli.

 

Quali sono i dati oggettivi e rilevanti?

A) L'andamento delle concentrazioni di polveri è simile in estate ed inverno, con un primo picco durante l'avvio delle attività antropiche (6-9 del mattino) e un secondo durante la chiusura delle attività (6-8 di sera). Minimo di notte alle 4.

B) In inverno la media della concentrazione di polveri è enormemente maggiore che in estate (5 volte)

C) L'escursione di concentrazione di polveri in una giornata ESTIVA è mediamente di 430 parti per cm3, e parte da un "fondo" di circa 470 parti per cm3; quindi la concentrazione nei picchi della giornata raddoppia, stando sotto le 1000 parti per cm3

D) L'escursione di concentrazione di polveri in una giornata INVERNALE è mediamente di 3800 parti per cm3 (8 volte l'escursione estiva), e parte da un "fondo" di circa 1700 parti per cm3 (più di 3 volte il fondo estivo); la concentrazione nei picchi della giornata raddoppia il fondo, arrivando a 5500 parti per cm3 (5 volte tanto i picchi estivi)

La domanda che sorge spontanea è: perché in inverno ci sono così tante più polveri che in estate?

Il sindaco Moratti propaganda la tesi che sia il traffico la colpa di tutto… Ma come è possibile? I mezzi motorizzati circolanti in estate e in inverno sono circa gli stessi, sia come numero che come tipologia.

Invece in inverno si somma una sorgente fondamentale di inquinanti: il riscaldamento domestico.

Non giungo alla conclusione semplicistica che sia il solo riscaldamento a contribuire all'enorme delta estate-inverno. Cerco altri dati.

La pubblicazione del Politecnico riporta alcuni campionamenti invernali fatti in aperta campagna Lombarda. Il "fondo" di concentrazione delle polveri è sempre molto più elevato che in estate, e incredibilmente paragonabile al fondo notturno cittadino!

Cosa ne deduco, da NON addetto ai lavori ?

Che la pianura padana è sfigata.

Per motivi prevalentemente climatici e ambientali, in inverno la pianura padana è immersa nelle "polveri" (rammento che in questa categoria ricadono composti di tutti i tipi, non necessariamente di origine antropica).

Malgrado la sfiga primordiale, noto che a Milano il delta di polveri in inverno è enorme (5 volte più del "fondo" , e quindi chiaramente di origine antropica).
Ma non ho dati né modelli (e nemmeno gli atti del convegno del Politecnico li riportano) che mi dicano con certezza che questo delta sia  attribuibile prevalentemente al traffico veicolare, e non invece al riscaldamento domestico.

Un modo per correlare questo delta di polveri al contributo del traffico sarebbe di misurare l'andamento delle concentrazioni di polveri nei lunghi periodi invernali di basso traffico veicolare (l'unico che mi viene in mente è il periodo da natale ai primi dell'anno), e vedere quanto la concentrazione di polveri varia.

Purtroppo esiste una perenne complicazione a tutte le misure: il clima di Milano, che favorisce il ristagno di polveri e inquinanti: basta una giornata di brezza per ripulire il tutto magicamente e falsare tutte le statistiche.

So che le mie sono ipotesi assolutamente da provare; ma capisco anche che le affermazioni della giunta milanese sono propaganda.

Se l'ipocrisia non fosse una invariante delle nostre relazioni quotidiane, il sindaco Moratti ci avrebbe scritto:

"Cari cittadini, voglio disincentivare il traffico privato, quindi mi sono inventata questa IMPOSTA, con i proventi della quale cercherò di migliorare i servizi di trasporto pubblico.
Come effetto collaterale ci POTREBBE essere una lieve diminuzione delle polveri sospese."

Quanto avrei preferito questa onesta e comprensibile dichiarazione!

Come esercizio ho provato anche ipotizzare che con Ecopass si riduca davvero il traffico complessivo a Milano (cosa che spero ardentemente, ma di cui dubito fortemente).
Ho posto le seguenti ipotesi cautelative:

I risultati parlano da soli: se l'obiettivo è ridurre significativamente le polveri... è fallito in partenza.
Se invece l'obiettivo è invece ridurre il traffico in centro Milano, può darsi che sia efficace: dipende da quanto è competitiva la tariffa di ingresso rispetto al beneficio di usare l'automobile privata.

Se invece l'obiettivo è rastrellare soldi… bèh dovrebbe funzionare, se si mantengono i ticket di ingresso competitivi, cioè se si fa in modo che il traffico rimanga comunque elevato! E'  contraddittorio rispetto ai proclami della giunta, ma chi vuole rendere profittevoli i sistemi di tariffazione dell'uso di risorse sa che così funziona.

Un ultimo ragionamento: Ecopass è il più efficace dei modi per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla giunta?

Premesso che non considero realistico l'obiettivo di riduzione delle polveri, rimangono:

A) quello della riduzione del traffico (in centro città) e

B) quello della sorgente di finanziamento per potenziare le strutture di trasporto pubbliche.

Probabilmente per l'obiettivo "traffico", Ecopass è una buona politica.

Invece per l'obiettivo "raccolta di soldi", Ecopass è altamente inefficiente e costoso.

Quanto è costato e quanto costeranno l'infrastruttura di sensori, di software, e l'organizzazione per la notifica, l'invio e la riscossione delle multe, il supporto legale per i contenziosi, il gran numero di addetti e la stipula di canoni di manutenzione, gli interventi di manutenzione straordinaria... senza scordare gli elevati costi privati per i cittadini, sia come ticket di ingresso, sia soprattutto come ridotta possibilità di utilizzo dei propri mezzi, e quindi mancato "business" derivato dalla mancata mobilità, e perdita di valore dell'investimento (l'acquisto di un'auto).

Non era egualmente efficace, ma infinitamente meno costosa, anche in termini di fastidi ,  complicazioni e vessazioni per il cittadino, una semplice imposta annuale sul possesso di automezzi, o meglio sull'occupazione di suolo pubblico dell'automezzo di proprietà?