IL PREFETTO DI FERRO

Note di Copertina

In questo libro Arrigo Petacco ci racconta la verità sulle gesta quasi leggendarie del prefetto Cesare Mori, incorruttibile funzionario "piemontese" inviato dal governo fascista in Sicilia per debellare la mafia. Compito che svolse fin da subito con grande efficacia, anche grazie a metodi non sempre ortodossi e alle ingenti forze di cui era stato dotato: un vero piccolo esercito, l'intera Procura di Palermo a sua disposizione, poteri straordinari che utilizzò oltre i limiti della legge. La sua azione energica permise di distruggere quasi interamente la struttura di base della malavita organizzata siciliana e offrì a Mussolini un argomento per la sua propaganda. Ma quando Mori iniziò a diventare troppo famoso e soprattutto a indagare troppo in alto, venne messo da parte, e le tracce del suo lavoro accuratamente eliminate. Quella del "prefetto di ferro" è una storia tipicamente italiana, incentrata su un personaggio prima mitizzato poi dimenticato, che Petacco restituisce finalmente alla sua verità storica.

Dall'edizione rilegata:

Ambientata negli anni Venti e Trenta, la storia della straordinaria carriera del prefetto Cesare Mori è una tipica storia italiana che allunga le sue radici nella realtà dei nostri giorni. Racconta di un incorruttibile funzionario "piemontese" che Mussolini mandò in Sicilia per debellare la mafia. Questi riuscì nel suo intento. Mise in ginocchio la piovra e Mussolini colse al volo l'occasione per annunciare solennemente al mondo che il suo regime aveva liquidato la mafia. Ma subito dopo mandò anzitempo in pensione il leggendario prefetto perché stava diventando un po' troppo famoso... Ma chi era Cesare Mori? Come riuscì a sconfiggere la mafia? E perché Mussolini affidò i pieni poteri ad un uomo che pochi anni prima, quando era prefetto di Bologna, si era rivelato un temibile avversario del fascismo? Le risposte a queste domande sono altrettanti tasselli di un avvincente mosaico che Petacco ha messo insieme, scavando negli archivi pubblici e privati, per restituire tutti i suoi meriti a un uomo ingiustamente dimenticato dalla storia. Uomo di legge, Cesare Mori seppe all'occasione andare oltre la legge. Uomo d'azione, non esitò a uccidere con le proprie mani pericolosi malviventi. Servitore quasi maniacale dello Stato, andò fino in fondo senza guardare in faccia nessuno. La sua opera di repressione in Sicilia rinnovò il ricordo della guerra contro i briganti meridionali condotta dai bersaglieri piemontesi all'indomani dell'Unità d'Italia. I suoi metodi, le sue ripetute violazioni dei diritti civili dei garantismi democratici, dell'indipendenza dei magistrati, un tempo furono motivo di scandalo. Ma ora...