LA MIA STEADY-CUMM
Libera interpretazione personale del più famoso ed ammirato sistema stabilizzatore per macchine da presa, tele e videocamere.



Da molto tempo sono appassionato alla ripresa, alle tecnologie video, (da piccolo avrei voluto diventare cameramam!) e suggestionato dalle molte realizzazioni che compaiono sui siti - di cui trovate i link nella mia pagina link ) mi sono armato di pazienza, lima trapano e seghetto, ed ho cominciato a costruirmi io mio stabilizzatore personalizzato.


Devo premettere, però, una piccola dissertazione "filosofica" sull'autocostruzione.


Già da parecchio tempo impazza sul sito di Gabriel ( http://www.mediagab.it/messaggi/bacheca.asp?page=1 ) una seppur pacata polemica tra professionisti ed autocostruttori.
A mio avviso non bisogna mai essere troppo sprezzanti e severi con gli autocostruttori, per almeno due motivi:
  1. tanta dedizione per una passione non va demonizzata; la soddisfazione di arrivare a realizzare qualcosa fatto con le proprie mani non ha prezzo.
  2. ho conosciuto tanti professionisti, in vari settori, che hanno IMPLEMENTATO le loro attrezzature professionali con modifiche, personalizzazioni, accrocchi, aggeggi, ammenicoli per migliorare e rendere più personale lo strumento usato.

Quindi è polemica sterile prendersela con chi fa esperimenti - e si diverte - solo perchè hanno già inventato tutto e una steady autocostruita non funzionerà mai come una originale. ... (ed è tutto da dimostrare!)



Quindi, sgombrato il campo da stupidezzi e criticume, passo ad illustrarvi COME HO REALIZZATO IL QUANTO !!!


Quali sono però i presupposti, i limiti, i requisiti? Semplice:

  • La mia camera pesa sì e no 900 grammi; volevo una attrezzatura (=RIG) che fosse leggera pratica e trasportabile in viaggio facilmente: la più piccola steady porta camere da 4 kg... la più piccola in commercio è già troppo grande.
  • Volevo che fosse realizzabile con componenti e lavorazioni che ognuno potesse eseguire con un minimo di attrezzatura "casalinga" e con pezzi reperibili sul mercato in ogni Centro Bricolage, Obi, Bricocenter, ecc, e negozi di meccanica, trasmissione ecc, ma nulla di trascendentale;
  • Inoltre volevo un sistema espandibile e flessibile, che potesse darmi 3 configurazioni:
    1. PORTATILISSIMA: Uso il monitor della camera (ke è già grandicello), UN braccetto diritto e uno a molla;
    2. PORTATILE CON MONITOR: UN braccetto diritto e uno a molla, cannette porta-monitor e batteria;
    3. CON MONITOR E 2 BRACCI: DUE braccetti a molle e cannette porta-monitor e batteria;

Ora potrei anche raccontarVi come ho "calcolato" la mia Stiticam, o in altre parole il criterio che mi ha guidato. Premetto che ho preferito seguire, per la prima volta, la configurazione più classica, e cioè BRACCETTO ELASTICO A MOLLE IN TENSIONE; non cambierebbe molto - a livello di calcoli - a realizzarla a molle in compressione e cavetti, ma è solo più complesso da realizzare casalingamente.

Il problema è principalmente della REPERIBILITA' DEL MATERIALE. Se anche risolvessimo le più complicate formule di calcolo rimane il problema di trovare la molla giusta e dimensionare la struttura.
Allora io ho fatto il percorso inverso.

  • PESARE L'ATTEREZZATURA CHE METTEREMO IN PUNTA AL BRACCETTO: camera, batteria, obiettivo, monitor, batterie del monitor, J-box, e caxxate varie;
  • APPLICARE una simpatica FORMULETTA da me trovata EMPYRICAMENTE sulla base dell'osservazione sistematica di diversi tipi di braccetti: con questa troviamo la TENSIONE della molla NELLA POSIZIONE DI EQUILIBRIO = cioè a braccetto orizzontale, il che equivale a META' CORSA UTILE DELLA MOLLA, cioè nè tutta molla nè tutta estesa;
  • trovato questo cerchiamo tra le molle in commercio quella che può andar bene ed AGGIUSTEREMO le dimensioni DEI BRACCETTI con la stessa formula applicata, fin che non va tutto a posto.
La formuletta che campeggia nel mezzo è una semplificazione maccheronica del teorema di Varignon (.. non chiedetemi di più....).
Un primo ostacolo sta nel quantificare i pesi DI QUELLE PARTI CHE DOBBIAMO ANCOR COSTRUIRE: cioè Gimbal Sled e supporti Monitor e Batteria. Beh, ad esperienza e a naso possiamo quantificare il peso di tutte queste componenti in circa 600 - 750 grammi. Il range di 1 Kg rientra nel campo di "regolazione" che dobbiamo tassativamente introdurre per bilanciare ed equilibrare tutto il sistema.

Come ho fatto io? Comperate delle molle le ho testate con un Dinamometro (=una molla graduata). In alternativa potete attaccare la molla ben salda ad un kjodo, o una morsa, ed attaccarci 2 bottiglie piene di acqua minerale (=3 Kg), quelle tipo Pejo, da 1.5 litri. Misurate la molla PRIMA e DOPO ed avremo il K, o coefficiente di allungamento. Dovremo poi attaccarci di peso fino all'allungamento massimo (qual'è? beh, fino a che non si snerva - vedi la Legge di Hook)
Ricalcolando un po' a tentoni troveremo le misure dei braccini, tenendo presente che, in molti casi il rapporto tra le lunghezze delle "ossa" e dei "blocchetti" è:

L1/L2 = CIRCA 2,5

Facciamo un Esempio:


Peso globale: 3 Kg.
L2 = 30 cm
L1 = 5 cm

tensione nella molla:

3 Kg x 30 cm fratto 5 cm = 18 kg.

Questo implica che un braccetto con le dimensioni (=NB: ASSI TRA I CUSCINETTI, PERNI ECC, NON LUNGHEZZA TOTALE DEI BRACCINI) di 30 cm e blocchetti di 5 cm, per un Peso di camera, Jimball ecc. avremo, in condizioni di META' SFORZO MASSIMO DELLA MOLLA una tensione di 18 Kg.
Se la mia molla aveva un K di 3 kg/cm ( un valore piuttosto comuune per molle in commercio da qualsiasi ferra-mentha) vale a dire che si sarà allungata di 6 cm, ma che dovra potersi allungare di almeno altri 4 - 5 per lavorare e compensare gli sbalzi delle nostre corse su e giù per le scale, da novelli Kubrik ....
SEMPLICE, NO? Se non ce la facciamo con una molla, possiamo anche metterne 2 IN PARALLELO: ogni molla si spartisce metà della tensione.
Se ne mettiamo 2 una dietro l'altra, la tensione rimane la stessa, ma si sommano LE LUNGHEZZE della corsa.
Se la corsa è eccessiva o insufficiente, modifichiamo le proporzioni. Infatti, io ho costruito un braccetto di dim. 233mm x 50mm (... anche perchè mi sono sbaglaito a tagliare i pezzi ..). Poi il difficile è fare i fori giusti, in asse, senza giuochi eccessivi, insomma un lavoro fatto bene.

Se poi vogliamo fare 2 braccetti dobbiamo tenere conto di una cosa: il primo braccio porta: CAMERA, JIMBAL, MONITOR & BATT; il secondo braccetto si porta tutto questo PIU' IL PESO DEL PRIMO BRACCETTO, quindi non stupitevi se le tarature di due braccetti identici, saranno diverse.

Traduco questo anche in MAKKARONI-ENGLISH:
The right formula is:
TENSION : L2 = Weight : L1
that gives:
t=(PxL2)/L1
where t is the tension of the spring.
Actually, as I explain later, with 18 kg (about 36 lbs) on a spring with K (springiness factor) = 3 Kg/cm , we have an elongation of 6 cm, plus the normal length of the spring ( about 6 - 8 cm) that means a total lenght of 12-14 cm IN CONDITION OF BALANCE - that is THE HALF OF THE RANGE OF THE SPRING.
That's because you have to suppose that, when you move, the spring must absorbe the movements, so it may have the possibility to compress and lenghten itself, in plus or minuns of the balance condition.

In my example, the half of the range is therefore:
K= 3 kg/cm
14 cm = lenght spring without extension.
12 cm = max extension (= 26 cm total tensioned spring)
14 + 6 = 20 cm balance status (camera in balance with no movement up/down).

However, these are only EMPIRICALLY methods for determinig a basis for dimensioning: there are many variables, such as K of spring, lenght and some errors.
Anyway, if I turn the knob thak make slide toward UP the fixing point of the spring, the system is effectively harder, and keeps the camera a bit "up".

As somebody have right noticed, my prototype is a bit far from the typical observed ratio (2.5 but also 3 .... don't be too thin: remember I'm Italian.. :-) .. )
This is infact the real dimension of the prototype I made, and that dimension comes out from the spring I could find in my town: maybe, if I could find different spring, the aspect ratio of the arm will look closer to the "typical ratio" i said.
Anyway the ratio of 2.5 - 3 is only a kind of "consideration", following a long time of observations of several models I had seen. For example, in Koeln (Germany) I saw a steady built by Varyzoom that had a very loooooong arm, but sincerely looked very "atypical", (http://xoomer.alice.it/giokk/steady1.htm) considering the most of other models (Steadycam, Glidecam, and others..).


Moreover, I did not fix another change in the project:
The trimming screw in the lower part under the arm, is quite unuseful, because it is very hard to turn and can disturb the post (the battery case and the other partsm, as you can see in the picture attached) so it can be eliminated from the project. The only facilities it offered is in assembling all the parts of the arm: it permits you to put the spring in no-tension status and harden it in a second time, when the arm is complete.

But I think you can solve it in a different mode. Don't forget it was a first trial, a prototype !

Ma ora ecco le immagini. Clikkate per ingrandire.





Braccetti

Il blocchetto verso il Vest
con regolazione molla

Il "gomito" verso il Vest

Il Gimballo !

Supporto Monitor
(regolabile avant/ind.)

Supporto per Batterie
(regolabile avant/ind.)

Box Connessioni
a piè di Sled

Box Connessioni e
piastra Fore/aft

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