Storia F.C.Rieti

 

                          Dalla Supertessile alla società sportiva"Bruno Vaccarezza"1935-1945

Un amore lungo sessant'anni questo l'autentico rapporto tra la Rieti calcistica ed il vecchio campo di gioco"Alberto Fassini".Questo impianto nacque a coronamento dell''insediamento industriale della supertessile(l'attuale Nuova Rayon)all'indomani di quel 1927 nel quale Rieti diveniva capoluogo di provincia.Si archiviavano,così,epici scontri sulla terra battuta del campo di Porta Cintia o quelli successivi del Molino della salce.Eidealmente,abbiamo scelto la stagione 1936-38 per iniziare questo vostro viaggio.Da quando,cioè,sul rettandolo del campo"Alberto Fassini"la squadra della supertessile porto il nome di Rieti nella serie C nazionale .I protagonisti di un tempo,da Italo Carotti a Tommaso Tomassoni,nell'immaginario collettivo cedevano il passo ai giocatori di questa nuova creatura,che raccolse l'eredita morale delle storiche Victorie e Rieti Football Club.Con la Supertessile, Rieti conobbe i fasti di tornei giocati da un' intera città,stretta attorno ai suoi undici leoni.L'amarantoceleste era già il colore per cui valeva la pena rimanere senza voce.Con l'aiuto di Blasi e Cola Rieti ci furono anni di soddisfazione, di vittorie limpide contro gli squadroni del centro sud.La seconda guerra mondiale interruppe soltanto questo periodo luminoso ma già dal 1944 si gettarono le basi per le grandi stagioni della serie B. Il 17 gennaio 1945 nacque la società sportiva "Bruno Baccarezza".Florido Floridi fu il primo presidente, a lui, Rieti affidò l 'onere di modernizzare il movimento calcistico cittadino. Era dunque giunto il momento del grande salto di qualità per tutto il calcio reatino.

 

 

 

                             

 

                                            I leggendari anni dalle serie B 1946-48

 

Lalba del 1946,acclamò Rieti in serie B!Il presidente Floridi affidò ad un grande del calcio la guida della "Vaccarezza Rieti":quell'Ermes Borsetti,campione d'italia con la Roma nel 1941.42.A lui andò anche la facia da capitano di una squadra a dir poco mitica.Due stagioni in serie B,dai toni elevatissimi e con un calcio di primissima qualità.Scontri tremendi su ogni terreno,rivalità tra città con sfumature a dir poco singolari.Su tette ancora quella storica tra Rieti e Terni.Pagine scritte con il cuore, con il sudore,tra la polvere di campi a volte impossibili e senza ingaggi stratosferici.Pagine anche drammatiche come quella tra Rieti e Empoli,ultima di andata della stagione 1947-48,con il "Fassini" teatro di gravissimi incidenti.Ma questo campo,comunque è sempre,rimase il magico palcoscenico di tutti questi momenti.Poi,come ogni splendida favola,alla conclusione del campionato 1947-48 tutto si interruppe per consunzione finanziaria delle casse sociali.Iniziava un'altra tappa di un'altra ricostruzione.

                                

 

 

 

 

 

 

      

                                          

                                      Gli anni della ricostruzione dopo la serie B "1949-1962"

 

A Sabatino Jacoboni spettò il compito della ricostruzione nel post serie B,dopo lo smantellamento di quella splendida squadra.Jacoboni era un'uomo nato per il calcio,aveva un fiuto eccezionale per scovare i talenti che nascevano in città.In dieci anni, il Rieti dette al calcio nazionale giocatori di tutto rilievo,che calcarono i terreni di gioco delle principali città.Su tutti Antonio Tomassoni e Attilio Galassini allievi sui campi di quartiere. Ma nonostante tutto questo fiorire di talenti,le gesta del primo dopoguerra rimasero ineguagliate. La IV serie divenne il campionato per eccellenza della società amarantoceleste,con qualche scivolone in promozione laziale,eppure al campo "Alberto Fassini" la gente continuava a divertirsi, ansiosa di rialsare la testa del nome di un passato ancora vicino.Fu Sabatino Iacoboni ad accollarsi l ' onere di ricreare l'immagine del calcio reatino. Dal 1949 al 1962, Rieti calcistica, fugati possibili pericoli di scomparsa di questo sport così popolare, gettò le basi della grande stagione 1963-64. Il campo "Alberto Fassini" non fu mai abbandonato ma conservò intatto il fascino di terreno di gioco della S.S.Rieti.Ed anche in IV serie, si vissero ottime stagioni con allenatori del calibro di Scopigno, Viotto,Trillò.Finchè nella stagine 1962-63 assume la presidenza il dottor Giovanni Fioravanti.                          

 

                        Dalla presidenza -Fioravanti al ritorno in Promozione Laziale "1963-1972"

Il dottor Giovanni Fioravanti quando assunse la presidenza della S.S.Rieti si prefisse un solo obiettivo:riportare il sodalizio amarantoceleste in IV serie,e ci riusci al secondo tentativo.Infatti,sul limitare del campionato di Promozione 1963-1964,Fioravanti e i suoi collaboratori misero su una squadra che è rimasta nella storia del calcio reatino.Una squadra pressochè imbattibile,davanti alla quale anche il Formia di Amos Cardarelli si dovette inclinare in quel pomeriggio del 14 giugno 1964 sulla dura pozzolana del campo"Alberto Fassini".Compiuta l'impresa di riportare il Rieti in IV serie,Fioravanti abbandonò un'anno dopo la presidenza,e negli anni successivi,che il Rieti gioco in IV serie con Cavallina,Montanari e Tavellin ad alternarsi sulla panchina amarantoceleste , la mano passo al duo Adriano Casali-Dino Matteucci.Ma nella stagione 1967-68 si ripiombo maldestramente nella Promozione laziale.Un secondo posto dietro il Mancini Civitavecchia nel 1969-70 con Marcello Alberici come allenatore,nn basto a lenire la delusione dei tifosi che nn riempivano più le tribune del campo come quattro anni prima.Finche anche Casali e Matteucci lasciarono.Il Rieti permase in promozione fino alla stagione 1973-74:era gia iniziata l'era Camponeschi-Mele.

 

 

 

 

                            

                                      

                                           

                                            

                                         

                                           Gli anni della IV serie e ......qualche "ombra""1973-89"

Con Marino Camponeschi,Pietro e Dino Mele la società sportiva Rieti riassaporò fortemente il gusto delle vittorie che contavano.La stagine 1973-74, infatti fu quella del trionfo di una squadra semplicemente forte. Forte di nome e di fatto, quasi imbattibile,plasmata da Roberto Melchiorri e granitamente poggiata su una difesa pressochè insuperabile. Un campionato che fu un susseguirsi di vittorie e di bel gioco, con il pomeriggio dello scontro con il Torre Maura di Alberici rimasto quale simbolo di quella trionfale galoppata. Un terzo posto nel 1974-1975 con l'emergente funanbolo Passarani e la roccia Petrangeli ma anche con campioni come Motti, Solfanelli capitan Ruzzi.Smaltita la delusione Alberici tornò ad occupare la sua panchina amarantoceleste. Finchè la famiglia Mele stanca di una amminisrtazione comunale e provinciale sorde ad ogni richiesta d' aiuto, decise di "sbaraccare" e vendere tutto al Frosinone. Un episodio che fece rischiare la fine del calcio reatino ai massimi livelli.Fu Marchioni a cercare di tenere coraggiosamente a galla la barca del Rieti calcio, ma senza le necessarie garanzie economiche e nonostante l'impegno dei giovani del vivaio che dimostrarono un singolare attacamento alla bandiera amarantoceleste, si ritornò alla Promozione laziale.L'interregno di Vellutini e l'orgoglio di un intero movimento calcistico,permisero così il superamento di questa tremenda crisi.Soprattutto in questo periodo,il campo "Alberto Fassini" mostrò fortemente i suoi gravi limiti.Un fondo praticamente impossibile,specialmente durante i mesi invernali,tribune fatiscenti incapaci di accogliere a dovere il pubblico delle grandi occasioni:insomma un'impianto nn certo degno di un moderno capoluogo di provincia.A Schifi,Cantera e Lelli andò il merito indiscusso di ridare entusiasmo ad una città,attuando l'idea dell'ingegner Francesco Tomassetti decisa a cancellare gli esiti delicatissimi del dopo Mele.E per questo,la scelta tecnica cadde su Cerusico,tecnico romano,profondo conoscitore dell'ambiente calcistico capolino.La sua squadra della stagione 1978-1979 fu una  splendida simbiosi tra alcuni giocatori che andavano per la maggiore sulla piazza di roma e altrettanti reatini.Fu un campionato di gran calcio dove cuore e tecnica imposero la compagine di Cerusico come la migliore delle dilettanti laziali ed in un contesto piu generale che risentiva già della trasformazione tattica di quell'epoca.Una squadra capace di mettere in fila tutte le contendenti,tra le quali la sola Lodigiani riuscì a mantenere,invano,il ritmo travolgente di Cigniti e compagni.E fu ancora una volta IV serie!!!Ad Antonio Trebiciani,Spettò nella stagione successiva l'incombenza di gestire la panchina della S.C.Rieti nel primo anno di IV serie.E lo fece benissimo impostando un collettivo tra i piu forti.Nella stagione successiva,per la panchina della S.C.Rieti un gradito cavallo di ritorno:Cerusio.Ancora IV serie.Infine nel 1982 una nuova retrocessione con al timone della squadra reatina Adriano Marchioni e Roberto Aleandri che lasciarono,al termine di questa stagione a Petrelli.Dal 1982-83 al 1988-89,si aprirà un periodo di nuova involuzione pel la S.C.Rieti,nonostante gli sforzi dei dirigenti reatini alle prese,peraltro,con la cronica disattenzione della pubblica amministrazione d'epoca.Sette campinati di promozione laziale senza mai risalire la china.Soltanto la stagione 1989-90,il sodalizio amarantoceleste potrà riassaporare il gusto della tanto amata IV serie.

                                                    Il ritorno in IV serie "1989-90" 

Ma all'approssimarsi del campionato del 1989-90 i coraggiosi presidenti di allora,Antonio Chiani e Francesco Chiavolini pescarono la loro carta fortunata:il tecnico romano Carlo De Angelis.Alui consegnarono un manipolo di giocatori che impose subito il suo gioco e la sua dura legge:quella della squadra piu forte.Una galoppata entusiasmante che riporto al campo "Alberto Fassini" il pubblico delle grandi occasioni.E il Rieti torno in IV serie.Una promozione tanto auspicata e che ,tuttavia,rese non più differibile la costruzione di un nuovo stadio.Nasceva infatti lo stadio "Centro D'Italia"!            

                                                  

                                      Dal  "Fassini al Centro d'Italia 1991-95

Dopo ben sessant'anni il Rieti poteva finalmente vantare un'impianto di calcio all'altezza della situazione,con un terreno di gioco in erba.Fu inaugurato in un funesto pomeriggio del 1991:madrina d'eccellenza la Lazio di Dino Zoffche affronto la S.C.Rieti,guidata da Leonardo Acori.In quell'anno Papalia e altri soci avevano preso le redini della socità amarantoceleste,con l'intenzione di puntare alla serie C-2 quale salto di qualita per l'intero movimento sportivo cittadino.Ma non ci riuscirono,nonostante discrete annate con allenatori di una certa caratura:primo fra tutti,Elvio Salvori.Dalla stagione 1990-91 a quella 1994-95 la compagine amarantoceleste disputo regolarmente la IV serie in uno stadio "Centro d'Italia" che solo raramente conobbe il "tutto esaurito".Il campo Alberto Fassino"sembrava come dimenticato,eppure i tifosi non sempre dimostravano quell 'entusiasmo che avevano caratterizzato la vita dell'impianto della madonna del cuore.Apparve quasi ineluttabile che alla fine del campionato 1994-1995 la società Calcio Rieti tornasse in Promozione.Il gruppo reatino capitanato da Papalia,resse un'altra stagione,poi cedette il passo alla restaurazione operata dalla cordata di imprenditori locali,messa su con indubbia intelligenza dall'assessore Comunale allo sport,l'ex portiere amarantoceleste  Marzio Leoncini.Sul far dell'estate 1996,nacque così il Football Club Rieti .Suo primo presidente ,Nunzio Rucci,bandiera del calcio reatino.                                                              

                                                           F.C.Rieti...e fu subito IV serie 1996-97

La serie c-2 in tre anni!Questo il programma del nuovo Football Club Rieti.Ma al primo tentativo,la compagine amarantoceleste conquisto la tanto agognata IV serie.Un'inizio stentato sotto la guida di Landini,la definitiva promozione con Onofri e Scarpellino.Un gruppo di giocatori capaci non perdere la testa neanche su terreni difficili.Ma quel 29 giugno 1997,rimane ancora oggi un'altra delle date storiche nella storia del pallone amarantoceleste:la rete do Gregori al '93 nel catino di Castelvetrano riconsegno al proscenio dei dilettanti nazionali tutta Rieti calcistica,uscita come sempre a testa alta e limpidamente vittoriosa. E si torna in IV serie dunque!A salutare,quasi con rispetto, il nuovo stadio "Centro d'Italia".Eppure nessuno può dimenticare che la vittorie piu belle e sofferte furono propio quelle sul vecchio campo "Alberto Fassini".

                                                      10 ottobre 1997:una data storica!

Questa retrospettiva "Dal Fassini al Centro d'Italia"non vuole avere certo la pretesa di essere stata esaustiva.In particolare nel ricordare i nomi di questo e quel giocatore,non si è certo inteso costituire una ideale classifica di merito.Tutti,con il loro sudore,il loro impegno,il loro attaccamento al blasone amarantoceleste hanno contribuito ai successi di una società che ha sempre rappresentato Rieti.Con questa storia abbiamo voluto dimostrare che questa nostra città di Rieti ama il calcio come sport puro,ama lo sport come fattore coagulante tra giovani e adulti,ama soprattutto la sua Nazione nel nome di quella bandiera che unifica,esalta,fa soffrire ed esultare.E il nuovo stadio "CENTRO D'ITALIA" è il regalo piu bello che Rieti vuole fare all'Italia del calcio,all'Italia dello sport.