26. Gennaio 2007

Attenersi all’Universale:

Il principio creativo in sé possiede due energie che vanno a braccetto nella manifestazione finale dello stesso. Chi crea, comprende il significato opposto: la non-creazione. Creare incide nella distruzione di determinati schemi, cose finalizzate nella comprensione dell’oltre apparente, e nella concretizzazione dell’impulso stesso.

Come l’uomo possiede una “giusta” dose di femminilità e di mascolinità, la donna ovviamente ha lineamenti oltre a quelli femminili, quelli maschili…Uomo e donna sono e si manifestano unendo due energie e due principi divisi che creano unendosi, un’unica e bellissima e sana manifestazione (in teoria).

La creatività allora, per poter fare ciò che è bello, pacifico ed armonico, si sottomette al principio del flusso di coscienza intelligente in cui chi crea costruisce un pensiero uniforme e non forzato nella realtà dove vive.

Chiunque in un certo modo riassumendo è Shivaista: in bellezza e in non bellezza.

Artisti in genere con potenziale creativo sviluppato, proiettando la propria idea creativa potrebbero auto-distruggersi per non adeguato appagamento, o addirittura distruggere ciò che hanno manifestato poiché il principio creativo può essere deviato dall’individualità egocentrica e sola.

Come annullare la non-creazione? Vivere nel flusso di coscienza universale, riconciliando il vero principio creativo nella sfericità dell’essere.

 

 

25. Gennaio 2007

Pollice Verde:

Il servire la grande coscienza cosmica, per colui che si è già posto la domanda esistenziale, diviene più che un compito o obbiettivo, un obbligo. Obbligo perché quando questa grande coscienza si fonde con il nostro vero ed intimo essere interiore, il devoto compie nelle sue vesti la potatura nel giardino sacro ed universale.

Quando la roccia si fonde con gli elementi della terra non è possibile scindere questa riunione perfetta.

La roccia si fonde con la Terra, mentre l’Universo si fonde con l’uomo.

 

22. Gennaio 2007

Unione sferica:

Quando non si sa più cosa fare, quando ormai l’inevitabile sembra giungere nella via, le gambe tremano e i denti stridono. Molte vibrazioni giungono a noi e provengono da noi, da noi stessi manifestando il piacevole o quello che non vorremmo, il non piacevole.

Quando si trema? Il tremore e la vibrazione in sé è un segnale, in molti casi d’allarme per il proprio corpo e per l’anima.

Si trema perché il cuore trema, perché non esiste una possibile riconciliazione col mondo circostante.

Oltre al tremore in mancanza di riconciliazione, esiste l’estasi e la vibrazione consapevole del cuore, quella in totale connessione con i regni e con le realtà assorbite e comprese dal proprio essere.

Da un impulso negativo subito per smarrimento provvisorio o costante, può cambiare la propria vibrazione nell’energia positiva dell’unione col tutto manifesto…ciò che era, diviene nell’assorbimento dell’inevitabile.

In un certo senso il responsabile, nella responsabilità duale risulta svanire in senso negativo, quantitativamente in meno all’insieme responsabile duale, cioè a quell’insieme vibrante nella non riconciliazione (illusione).

Una persona in più all’interno di un gruppo può fare la differenza, e proprio per questo chi è in grado di riconciliarsi con il proprio passato e con la vera essenza cosmica, non striderà più i denti perché annullandosi trasmuta nel cosmico, connesso alla responsabilità eterna e unita a Dio all’interno di una gerarchia intelligente ed Universale.

 

 

17. Gennaio 2007

Il minimo del minimo:

Nell’osservazione di qualsiasi cosa, per esempio si può ricevere una piccola parte di sensazione esterna che arriva al nostro interno, al nostro essere intimo dandoci un impulso positivo o negativo, nel giudizio e nella definizione.

In questo caso se non avessimo alcuna sensazione, alcun segnale “sensoriale” potremmo dire di essere indifferenti, nella percezione e nell’assorbimento della nostra vita.

Per essere più o meno coscienti bisogna possedere un minimo d’impulsi e di sensazioni.

Non avere un minimo di idee, di ideologie, di emozioni, di pensieri, di credenze, di sensazioni vorrebbe dire apatia, staticità dell’essere e non flusso di coscienza, anche se questo minimo non incide di per sé nella obbligatoria presenza dell’essere evoluto, cosciente e non duale. (NECESSITA’)

La soglia che determina il cambiamento e la svolta di una coscienza è la presenza minima latente di un qualcosa di particolare, questo qualcosa può essere definito come dono originale.

Il minimo determina la massima espressione del proprio essere, dono in miniatura che man mano si espande dando vita alla stimolazione di tutti i cromatismi presenti nella propria struttura creatrice (altri doni).

Non potendo e non volendo comprendere il minimo di noi stessi, intuire ed avere una probabile vaga idea del divenire svanisce completamente.

Perché la nostra vita non cambia, perché all’esterno tutto rimane uguale? Tendenzialmente siamo critici nel osservare gli altri, ma il minimo di osservazione per noi stessi nel tempo e nell’intensità del pensiero svanisce comunque verso le fugaci cose esterne della nostra vita che “possediamo”.

In un certo modo basterebbe essere nel minimo del minimo.

Riassumendo l’ego ci rende troppo grandi per essere nel minimo, il minimo che svolgiamo ci sembra il massimo (il massimo che in realtà minimo rappresenta il 10% del fabbisogno giornaliero per il proprio benessere psico-fisico).

Perché abbiamo bisogno di conferme e di appagamento? Risposta massa critica!

 

 

14. Gennaio 2007

La sveglia:

Esistono tanti modi per rendersi conto di essere particolari, ovvero particolari come qualcuno che abbia già deciso di essere diverso dal normale stato d’essere di dualità cronica.

Un modo semplice è diretto ma intellettuale è il ricevere attraverso i sensi della mente: l’uno % dell’insegnamento di 100 persone non duali (Maestri). Ciò significa divenire attraverso l’assenza delle prove della vita. Questa è una strada possibile…

Esistono poi oltre alle sveglie “digitali” le sveglie “analogiche”, ovvero quelle che non sono poi così intellettuali ma invece tangibili nella propria vita. Quindi la vita diventa il 100% dell’insegnamento per fondere la dualità concreta nell’unità del pensiero.

In un modo o nell’altro si può scegliere come risvegliarsi, o attraverso quello che già esiste o mediante le prove che ognuno di noi è tenuto a superare e ad osservare durante le proprie giornate.

Quali insegnamenti considerare e quale strada è da prendere?

In casa ho due sveglie…quella digitale sta sul comodino della stanza da letto, mentre quella analogica è appesa in soggiorno.

 

 

10. Gennaio 2007

“Senza Titolo”

Ogni cosa per essere viva ha bisogno di una determinata spinta interiore.

In realtà ogni cosa pur ferma è in movimento, nelle cellule, nelle realtà differenti e nelle dimensioni più pesanti e più sottili.

Quando si è fermi, si è in movimento…a volte, più velocemente di quanto possa sembrare un’azione interessata.

Il potere della creazione si manifesta quindi in due strade parallele: nell’azione attiva e nell’azione passiva.

L’azione attiva determina cambiamenti immediati, ma poco durevoli cioè superficiali.

L’azione passiva determina cambiamenti definitivi, e prolungati nel tempo nell’intensità della struttura del pensiero creativo.

Agire ponendo delle condizioni significa in un certo modo porre dei limiti al potere creativo.

Nel momento in cui l’uomo pone delle condizioni e condiziona di conseguenza il proprio essere per sopravvivere all’esterno, la coscienza duale manifesta il susseguirsi della dualità.

 

 

3. Gennaio 2007

Il battito Immortale:

La nascita nel nuovo mondo è principalmente un concetto, un insieme d’idee, di convinzioni che poi unite ad una coerente trascendenza si manifestano nella propria creazione.

In realtà quando la fatidica frase ci appartiene “Maestri si nasce e non si diventa” è perché in un certo modo comprendiamo che gli sforzi del passato per essere ciò che siamo nel qui ed ora appartengono non allo sforzo in sé della crescita, ma invece alla coscienza che già compiuta nel collettivo ci avvolge appartenendoci al tutto manifesto, senza sforzo e senza minima ideologia dell’essere divenuto…

Si apre gli occhi e si è, si è manifesti nella maestria dell’essere.

Diveniamo quindi perché probabilmente i pianeti, e i sotto-pianeti, che circondano la nostra nascita sono perfettamente concordanti con la svolta di coscienza.

I pianeti che circondano la terra e vagano in questo sistema solare fanno dipendere le nostre scelte e le nostre decisioni, comunque e sempre…in senso sfavorevole ci limitano per farci crescere, in senso positivo ci liberano armonicamente per comprendere chi siamo.

Per farla in breve se un pianeta orbita per influenzare la vostra anima, potrà dare un senso positivo al tutto o in contrario dare un senso pesante e negativo al tutto.

Ogni anno l’universo influenza le nostre scelte e i nostri processi di crescita e d’evoluzione, come un cuore che si espande e che si restringe ad ogni suo battito (ritmo universale).

Il ritmo è vita.

 

 

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